COP21: l’accordo di Parigi non ci salverà dal Climate Change

COP21: l’accordo di Parigi non ci salverà dal Climate Change – ESTRATTO

A poche ore dalla firma dell’accordo, già si fa sentire la voce di attivisti e scienziati che sostengono che gli impegni presi non siano sufficienti e efficaci.
E’ indiscutibile l’importanza di due punti: l’aspetto vincolante dell’accordo stesso, e l’ambizione a ridurre il target a 1,5°C.

Ciò detto, al di là di qualsiasi “impegno comune”, il vero successo dipenderà dagli Indc ossia, gli impegni specifici dai singoli Paesi e dalla loro attuazione.

Il primo banco di prova sarà il 2023, data stabilita per il primo check-point. Gli scettici prevedono che anche se per quella data tutti i Paesi dovessero aver fatto la loro parte, comunque questo non basterebbe a portare la temperatura sotto i 2°C.
La perplessità maggiore è data dai tempi di attuazione dell’accordo, previsto entrare in vigore nel 2020, il che significherebbe partire con un ritardo di 4 anni.

Forse, l’elemento di fondo dell’accordo, la “tempistica” ha finito per restare quello più vago? Difatti, aldilà di ogni specificità dei singoli impegni la cosa più importante che manca è un accordo sui tempi di entrata in vigore degli impegni.
La Cina, uno dei paesi maggiormente inquinanti e inquinati – la soglia delle polvere sottili ha superato di 30 volte i limite massimo consentito - ha dichiarato che inizierà la sua politica di riduzione solo nel 2030. L’indi dal canto sua continua ad essere rigida sul non accogliere politiche di riduzione dell’utilizzo del carbone.
Anche l’Italia non è esente da contraddizioni, se da una parte si fa sostenitrice dell’ambiziosa riduzione del target a 1,5°C, dall’altra continua a portare avanti progetti di estrazione e infrastrutture energetiche lungo tutta la penisola.

Per quanto riguarda i finanziamenti, è stato confermato l’impegno di 100miliardi di dollari/anno da qui al 2020, ma cosa si farà per i 5.300miliardi di dollari/anno di sussidi ai combustibili fossili?
Quali saranno i provvedimenti che riguardano l’aviazione civile e il trasporto marittimo responsabile del 10% delle emissioni? Questi importanti punti, e altri sono stati lasciati fuori dall’accordo.